
senelogica
avevo visto delle vacche, erano lontane. non si muovevano troppo, ma negli occhi gli si leggeva una certa agitazione. ne avevo viste tante, erano lontane da me, lontane tra di loro, dimoravano in uno spazio vuoto, completamente nero. alcune avevano le zampe legate tra di loro, altre erano legate ad un palo di legno, altre ancora avevano una cordicina che qualche negligente aveva lasciato penzolante. nessuna vacca si muoveva troppo, le membra giacevano stanche in attesa di essere smembrate. questo le vacche non lo sapevano, ma negli occhi avevano della rassegnata tristezza. le guardavo da lontano e ne percepivo la sofferenza. un battito di ciglia, poi, e una vacca sparì. poi un’altra, e un’altra. ad ogni battito di ciglia, una vacca soppressa. avrei fatto qualcosa se avessi potuto, ma mi trovavo in uno di quei sogni dove hai una valigia e non riesci ad aprirla oppure la perdi, e senti l’impedimento del non riuscire ma non sai perché. io sapevo che era un sogno almeno, ma quanto differiva dal reale?




























Olympus OM1
Rollei RPX 100, Rollei RPX 400
poi i miei genitori mi hanno chiesto di decidere cosa volevo fare, e io ho detto che volevo diventare un tassista. mio padre era contrario, perché non avevamo i soldi per comprare una macchina. e allora mi hanno mandato a fare il falegname. costruivo i mobili, gli scheletri dei letti. dopo due mesi ho capito che non era per me e sono scappato. ho cercato qualcuno che mi aiutasse, un patron. all’inizio stavo alla gare routière e lavavo le macchine che arrivavano per pochi spicci. era un modo come un altro per farsi notare. poi mi hanno fornito una macchina e mi hanno insegnato a guidare. mi spostavo da Cap a Boukot e non avevo la patente. era solo per fare pratica. quando i gendarmi mi fermavano - e succedeva spesso - gli allungavo 1000 franchi e mi facevano passare. del resto ero solo un giovane che cercava di guadagnarsi qualche spiccio, loro lo capivano. quando ho preso la mano, il patron mi ha pagato la scuola guida e ho preso la licenza, mi ha messo in una macchina e ho iniziato a lavorare. ero felicissimo. tutto il guadagno delle giornate lo davo al patron, e lui alla fine del mese mi dava un salario fisso, che erano circa 50€. dopo un po’ di anni così, ho capito che se volevo andare avanti nella vita dovevo cercare un’alternativa. così sono andato in banca, ho chiesto un prestito e ho comprato una macchina tutta mia. ma mica una macchina qualunque! era una macchina elegante, raffinata. ora per fare il viaggio da Cap a Ziguinchor prendo 50€, e lo faccio anche tre o quattro volte al giorno. certo, dipende sempre dalla stagione, ma ora le cose vanno meglio.